#3WD – La “terza via digitale”

<<O ingegnosissimo Theuth, c’è chi è capace di creare le arti e chi è invece capace di giudicare quale danno o quale vantaggio ne ricaveranno coloro che le adopereranno.
Ora tu, essendo padre della scrittura, per affetto hai detto proprio il contrario di quello che essa vale. Infatti, la scoperta della scrittura avrà per effetto di produrre la dimenticanza nelle anime di coloro che la impareranno, perché fidandosi della scrittura si abitueranno a ricordare dal di fuori mediante segni estranei, e non dal di dentro e da se medesimi: dunque, tu hai trovato non il farmaco della memoria, del richiamare alla memoria.
Della sapienza, poi, tu procuri ai tuoi discepoli l’apparenza e non la verità: infatti essi, divenendo per mezzo tuo uditori di molte cose senza insegnamento, crederanno di essere conoscitori di molte cose, mentre come accade per lo più, in realtà, non le sapranno; e sarà ben difficile discorrere con essi, perché sono diventati portatori di opinioni invece che sapienti.>>

Questo passaggio del “Fedro” di Platone è rimasto per anni nel dimenticatoio del mio Hard Disk cerebrale. Come un file nascosto. Poi, una sera di settembre del 2015, grazie al Prof. Stefano Moriggi, l’ho riascoltato durante un incontro pubblico a Ostuni (BR).
E, da allora, spesso faccio ad esso riferimento, in classe.
Perché è esemplificativo di come la “tecnologia” subisca un approccio dicotomico: o sei un “integralista digitale“, oppure un “oscurantista analogico“.
Nessuno si senta offeso, per questo. Anche perché, credo, ciascuno di noi possa sentirsi in qualche modo di esser appartenuto, anche solo una volta, ad una delle due categorie.

E non sembri iperbolico associare la scrittura alla “tecnologia”. La scrittura, ai tempi di Platone, era una innovazione tecnologica. Anzi, lo è ancora. Solo che siamo talmente abituati ad essa da considerarla scontata e, quindi, non tale.
Al punto tale che basta sostituire il termine “scrittura” con “Internet” per far sorridere i ragazzi che, alla domanda <<chi lo ha scritto secondo voi?>> rispondono con un <<un professore!>>.

L’essenza del progetto PTOF denominato #3rdWayDigital è tutta qui: la ricerca di una Terza Via al Digitale tra le due visioni dicotomiche. Perché la scuola, nel terzo millennio, non può guardare al digitale come alieno da sè ma, al contempo, nemmeno può considerarlo come condizione necessaria e sufficiente per una vera innovazione didattica.

Il ruolo della scuola, oggi, è quella di essere un hub di conoscenza: una nuova agorà dove la comunità socio-culturale trova il suo punto di riferimento.

L’obiettivo del progetto, quindi, è quello di contribuire alla creazione di una coscienza critica verso quello che rimane uno strumento (imprescindibile, ma sempre tale) mediante una serie di incontri di cultura e pratica del digitale.

Piersoft durante l’incontro mattutino

Il primo tra questi si è tenuto mercoledì 21 dicembre 2016, con un ospite di rilievo: Francesco Piero Paolicelli, detto Piersoft, un civic hacker, ossia un innovatore sociale che, mediante il digitale, forza i meccanismi di gestione della “cosa pubblica” mettendo in relazione cittadini e istituzioni (maggiori informazioni sul suo BLOG).

Un momento di formazione mattutina con la Dirigente

Paolicelli è anche uno dei maggiori esperti di Open Data e consulente di diverse pubbliche amministrazioni nonché esperto programmatore: nel recente passato, ha realizzato diversi bot Telegram, ricevendo l’attenzione da parte del creatore della nota app di Instant Messaging, Pavel Durov.

Nella mattinata, 25 studenti del Liceo Scientifico Scienze Applicate hanno preso attivamente parte ad un workshop laboratoriale di 4 ore sull’uso di Telegram e la realizzazione di bot. I ragazzi hanno così potuto integrare le conoscenze e le competenze che stanno sviluppando nel curricolo di Informatica. L’incontro ha visto anche la presenza della Dirigente Scolastica del I.I.S.S. “V. Lilla”, Prof.ssa Giovanna Carla Spagnolo che ha introdotto l’incontro con un discorso apprezzato e profondo, coniugando temi solo apparentemente lontani, come solidarietà e innovazione digitale. Non sono mancati momenti partecipativi e la realizzazione pratica di alcuni prototipi che, a breve, saranno pubblicizzati.

L’avvio dei lavori dell’incontro pomeridiano
Il relatore con la Dirigente e l’Animatore Digitale

Nel pomeriggio, invece, dalle 15 alle 17, nell’Aula Magna della sede centrale dell’Istituto, il Liceo Classico di Francavilla Fontana, si è tenuto un incontro dibattito pubblico partecipato, cui hanno preso parte oltre 40 persone, tra i quali docenti (anche di altri Istituti), amministratori pubblici e cittadini che, a vario titolo, hanno dimostrato il proprio interesse verso le tematiche legate agli Open Data e le possibilità di sviluppo territoriale che da esse derivano.

Con questo progetto è stato posto un seme: quello di un sistema territoriale a tripla elica con al centro il cittadino, sempre più parte attiva di un processo di costruzione di smart community.

L’Aula Magna durante l’incontro pomeridiano

L’I.I.S.S. “Lilla”, quindi, con questa iniziativa ha inteso porre le basi per la realizzazione di un dialogo con gli attori del territorio, dichiarandosi disponibile ad attivare percorsi di formazione su tematiche di frontiera digitale, svolgendo quel ruolo di fulcro di animazione territoriale che la scuola deve tornare ad assumere.

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